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La Quintana ad Ascoli Piceno e il Palio dei Normanni a Piazza Armerina

L’Italia, oltre ad essere un paradiso terrestre dal punto di vista naturale, è anche un complesso insieme di stratificazioni culturali formatesi lungo i secoli. Le varie dominazioni hanno lasciato in eredità al territorio costumi, usanze, architetture ancora visibili e ben conservate, costituendo una ricchezza culturale e linguistica senza pari in Europa e nel mondo. Italian Traditions ha selezionato degli eventi all’insegna delle tradizioni che hanno luogo nel mese di agosto ad Ascoli Piceno e Piazza Armerina. Si tratta rispettivamente della Giostra della Quintana e del Palio dei Normanni: due rievocazioni di origine medievale che contraddistinguono in modo eccezionale entrambi i luoghi. 

Ascoli Piceno è una città molto rinomata al tempo dei romani, anche se alcuni studiosi ritengono la sua fondazione precedente a quella di Roma. Legata ai Sabini, il ruolo di Ascoli accresce esponenzialmente in epoca medievale, prima con Odoacre e Teodorico, e poi trovandosi al centro delle dispute tra guelfi e ghibellini. Proprio in quei secoli si consolida la Giostra della Quintana, un torneo cavalleresco che vede coinvolta tutta la città con i suoi sei Sestieri, riconoscibili l’uno dall’altro dai diversi colori adottati. Il clou dell’evento, che si svolge ogni anno a luglio e agosto, è preceduto da un imponente corteo costiuito da centinaia di figuranti che rievocano le massime cariche cittadine del tempo, sfilando tutti insieme in costume.

Quindi nobili, musici, sbandieratori, balestrieri, arcieri ed altre figure connotative in voga nel medioevo. Una volta giunti al Campo dei Giochi, dopo un percorso di circa un chilometro e mezzo, il corteo assiste all’uscita dal Palazzo dei Capitani del Palio da assegnare al vincitore. Oggi la gara si svolge all’interno della struttura sportiva dello stadio Squarcia. L’obiettivo del gioco è quello di percorrere per tre volte il campo  prima di colpire il bersaglio posto sul braccio del “moro”. Un busto che richiama alla mente le guerre contro i saraceni per la difesa della cristianità. Naturalmente, prima della prova, i cavalieri appartenenti ognuno al proprio Sestiere, sostano per i saluti di rito sotto al palco omaggiando il “Magnifico Messere” e le dame presenti. Queste a loro volta legano un fazzoletto con i colori del Sestiere all’asta del cavaliere, che poi lo annoderà al suo braccio . La vittoria sarà determinata dal numero maggiore di centri nel minor tempo possibile.

La manifestazione richiama migliaia di persone dall’Italia e dall’estero, e l’evento rappresenta anche un’occasione per gustare, presso stand e mercatini caratteristici allestiti per l’occasione, le ricette marchigiane tipiche della zona del Piceno. Si va da specialità quali il prelibato tartufo, ai funghi e alle rinomate olive ascolane. Ma anche il fritto misto all’ascolana, le lasagne denominate vincisgrassi,e, sempre come primo, le castagnole: palline di pasta ripiene di ricotta, croccanti esternamente ma mordide all’interno. Nutrita anche la scelta dei vini: in primo luogo è presente l’Offida, una delle cinque DOCG della regione. Poi il Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso Piceno il Rosso Piceno Superiore ed il Rosso Piceno Novello, coltivato anche ad Ancona. 

Indimenticabile l’Anisetta, un liquore di anice verde che si può sorseggiare liscio o con la variante del chicco di caffè tostato nel bicchiere. L’Anisetta si più anche versare a piccole dosi nella tazzina per correggere il caffè. Ascoli rimane una città turistica anche per la sua offerta culturale: oltre ai vicoli medievali e alla piazza principale dove si erge il Palazzo dei Capitani del Popolo, di estremo interesse si configura la Pinacoteca Civica presso il Palazzo dell’Arringo, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni ed il Palazzo Episcopale con il ricco Museo Diocesano, segno di un passato di grande importanza.

Accanto alla Giostra della Quintana non sfugge un’altra rievocazione storica di grande interesse. In Sicilia, a Piazza Armerina, ha luogo ogni anno, nel mese di agosto, il suggestivo Palio dei Normanni. L’evento si svolge dal 12 al 14 agosto nello splendido borgo medievale situato nel cuore dell’isola. La rievocazione è strattamente legata alla cacciata dei saraceni ad opera dei normanni circa mille anni fa. Il Palio, articolato in tre giorni, si apre con l’emozionante Consegna delle Armi ai giostranti, cerimonia che avviene davanti al teatro Garibladi, da dove poi si snoda il corteo in direzione della Cattedrale , dove viene celebrata la messa con la benedizione dei cavalieri e la consegna della lampada votiva che si colloca ai piedi del fercolo con l’immagine di Maria Santissima delle Vittorie, la Vergine venerata a Piazza Armerina a cui si attribuisce l’aiuto ricevuto per la vittoria contro i mori. L’indomani si rievoca la così detta Consegna delle Chiavi, dinnanzi la Cattedrale.

I cortei provenienti dai quattro quartieri antagonisti assistono all’entrata simbolica del conte Ruggero con i suoi armigeri in città per ricevere dal Gran Magistrato le chiavi dell’urbe. La tre giorni di feste si conclude con la Giostra del Saraceno, dove i cavalieri si sfidano in 4 prove: in ordine centrare con la lancia lo scudo del saraceno. Colpire lo scudo del saraceno con la mazza. Prendere un anello posto sul saraceno con la lancia. Lanciare  un giavellotto attraverso un anello collocato su una forca. 

Come ad Ascoli Piceno, anche a Piazza Armerina la fausta ricorrenza annuale è motivo di giochi e feste di piazza, con assaggi di prelibatezze del luogo, tra cui i succulenti piatti della tradizione valorizzati anche dal progetto “Sicilia regione europea dell’enogastronomia 2025”. I turisti potranno assaporare la pasta fritta, quella alla Norma, ma anche il timballo di riso con ragù di casa ed i famosi arancini. Come dessert cannoli e cassate, ed il tipico dolce del periodo natalizio: ovvero il torrone artigianale preparato a chilometro zero. Per quanto concerne i vini, i vitigni coltivati nella zona sono il Nerello Mascalese ed il Nero d’Avola per i rossi; il Frappato e il Nerello Cappuccio a bacca nera. Il Cataratto e il Grillo per i bianchi. Non solo Palio dei Normanni, visitare la città dei mosaici rappresenta anche una irripetibile occasione per recarsi alla Villa del Casale, la residenza romana del IV secolo d.C. che custodisce stupendi mosaici in condizioni ancora quasi perfette.

Patrimonio mondiale dell’umanità e sito UNESCO, Villa del Casale si trova a pochi chilometri dal centro abitato, e si tratta di un complesso di edifici tra cui una zona termale di grande pregio. Di inestimabile valore i due mosaici che la villa conserva gelosamente: la “Grande caccia” ed i “Giochi del circo”. Di grande pregio anche la Cattedrale, il vicino Teatro di Morgantina, sito nella zona archeologica, il Castello degli Aragonesi, la Villa settecentesca delle Meraviglie, il museo della Civiltà contadina e quello dei Zolfatai. Insomma Ascoli e Piazza Armerina si consegnano ai visitatori come due città all’insegna delle tradizioni, del buon vivere e di tanta, tanta cultura.

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