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Il Monumento al Camionista di Bologna: origine, significato e accoglienza  

L’Italia è ricca di bellezze naturali e di siti storici meravigliosi, ma ci sono anche monumenti insoliti e curiosi. Il Monumento al Camionista di Bologna ne è un esempio. Vediamo di cosa si tratta. 

È uno dei monumenti più curiosi d’Italia: il Monumento al Camionista è un’installazione collocata nel 2010 alla rotonda di Borgo Panigale, un rione di Bologna. 

Come il nome stesso dell’installazione lascia intuire, si tratta di un’opera nata che rende omaggio al lavoro degli autotrasportatori. 

Origine e realizzazione dell’opera  

Il Monumento al Camionista di Bologna è stato realizzato su un’iniziativa dell’associazione CNA FITA della città che rappresenta, promuove e tutela le imprese del settore trasporto merci e del trasporto persone, col patrocinio del Comune. 

Nata con l’obiettivo di riconoscere l’impegno quotidiano dei camionisti su strada (nonché del lavoro delle associazioni di categoria e della piccola impresa in generale), l’idea è stata supportata da vari sponsor e da alcune ditte di trasporto e logistica. 

Tutto è iniziato quando la CNA FITA ha promosso un concorso chiamato “Giganti della strada” per riuscire a trovare l’idea migliore, poi trovata da un team di esperti tra quattordici progetti nella proposta di Andrea Capucci.  

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L’artista modenese si è approcciato al concorso con l’idea di provare un’esperienza di arte pubblica cimentandosi su una tematica e un contesto (almeno all’apparenza) distanti dal suo modo di fare arte attraverso il disegno su carta, la ceramica e la scultura in terracotta. La sua sfida? La sperimentazione di dimensioni notevoli, materiali diversi e luogo urbano di installazione. A accompagnarlo c’è stato un di team di architetti (Agnese Barbieri e Costanza Bruini), ingegneri (Francesco Bursi e Antonio Ruggerini) e computational designer (Alessandro Zomparelli). 

La rotonda Gasbarrini di zona Pioppa non è un luogo di installazione scelto a caso, visto che lì i camionisti si sono radunati sempre prima di qualche manifestazione o sciopero. Inoltre, essendo posizionato all’uscita dell’autostrada e all’accesso a via Emilia, è uno dei più trafficati della città. Tuttavia, la scultura ha destato molte perplessità, perché mettendo il camion al centro dell’opera, elogia un mezzo che impatta considerevolmente sull’ambiente, in un periodo storico in cui si sta virando verso soluzioni green per il rispetto e la salvaguardia del pianeta. 

Descrizione del Monumento al Camionista 

Il Monumento al Camionista di Bologna è costituito da un imponente struttura alta dieci metri e larga due metri e mezzo realizzata in alluminio. 

Dal bozzetto in ceramica che mostrava visivamente l’idea si è passati prima alla realizzazione del modello in 3D e successivamente alla produzione della struttura in acciaio. Il resto lo hanno fatto le macchine, piegando, assemblando e saldando ogni pezzo e foglio di alluminio dell’omone (sotto la supervisione attenta del creatore e del team di professionisti che lo ha affiancato). 

Il risultato è la rappresentazione di un uomo che porta sulle spalle un camion Daf 1300, uno degli autocarri più utilizzati dai trasportatori. Questo “bisonte della strada” si poggia sul dorso dell’uomo di alluminio che sembra non risentire del suo peso. 

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Qual è il significato del Gigante d’alluminio? 

Il messaggio del Monumento al Camionista di Bologna arriva chiaro agli occhi di chi lo osserva grazie alle dimensioni, alle linee essenziali e minimaliste e alla disposizione degli elementi. 

Il Gigante d’alluminio veicola un messaggio di gratitudine verso i camionisti, che svolgono il loro lavoro in condizioni difficili e che spesso finiscono al centro di critiche e diffidenze. In sostanza, la rotonda del Camionista di Bologna invita i cittadini a riflettere sull’importanza del settore dei trasporti nel garantire il flusso delle merci e il funzionamento dell’economia. 

Tuttavia, come ha sottolineato il creatore dell’installazione, il vero protagonista è l’uomo in quanto inventore del camion (così come di tante altre cose) capace di soddisfare le proprie esigenze e di migliorare la propria esistenza. È la macchina a essere al servizio dell’uomo e non viceversa. Non a caso, rispetto alle dimensioni del camion, l’uomo risulta ben più imponente. 

Ci sono voluti tre anni di lavoro e l’intervento di team di professionisti per realizzare un’opera che si allontana dalle opere d’arte più tradizionali ospitate dai musei d’arte, come quelle della Pinacoteca Nazionale quelle del Museo d’arte moderna di Bologna. Per osservare l’opera del Gigante d’alluminio non servono code o biglietti d’ingresso. 

L’installazione è un’opera di arte pubblica che strizza l’occhio ad altre opere realizzate con materiali e tecniche molto distanti da quelle tradizionali, come per esempio Il grappolo d’uva nella rotatoria a Modena e il Monumento al Parmigiano Reggiano al centro della rotonda di Barco a Cavriago. 

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Il Monumento al Camionista, l’impatto sulla comunità e sui visitatori 

Il Gigante d’alluminio ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale e sui visitatori che si recano a Bologna. È diventato un punto di riferimento per i camionisti, che vedono in questa opera un riconoscimento del loro lavoro che affrontano quotidianamente.  

È diventata una tappa imperdibile anche per i turisti che arrivano a Bologna e che sono incuriositi dall’imponenza della struttura (di cui si continua a parlare) e dal significato dell’opera. 

Tuttavia  non mancano i detrattori. Il monumento viene classificato come arte pubblica, ma c’è anche chi non riesce a cogliere il bello dell’installazione, specie considerando la vicinanza della rotonda del Camionista alla porta di accesso a una città ricca di storia e cultura come Bologna

C’è stato anche chi ha sollevato il problema dell’impatto visivo dell’automobilista nel momento in cui entra nella rotatoria, nonostante l’orientamento della statua sia stato scelto dal creatore e dal gruppo di professionisti con lo scopo di valorizzare la visuale dell’opera dai punti in cui si rallenta. 

Il Gigante della strada tra i finalisti del Monumentellum 

Il Monumento al Camionista è un’installazione talmente “curiosa” da aver destato anche l’attenzione della trasmissione “I provinciali” di Radio2 di Pif e Michele Astori. È così che l’opera è diventata popolare in tutta Italia. Il Gigante della strada è finito tra i finalisti del concorso Monumentellum del 2017, cioè quello dei monumenti “più bizzarri d’Italia”, ma non è riuscito a conquistare il podio. 

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