Search

I ponti di Firenze: storia, cultura e tradizione

L’Arno e i suoi ponti sono tra le immagini più caratteristiche di Firenze. Ovvero una delle immagini più note di una citta famosa in tutto il mondo per le sue architetture e la sua cultura. Il rapporto, molto speciale, che lega la città di Firenze con i ponti che ospita al suo interno ha radici antiche e profonde: il primo ponte, infatti, è stato costruito intorno alla metà del I secolo a.C., subito dopo la sua fondazione, e ha permesso di creare un collegamento tra le due sponde dell’Arno. È proprio grazie alla presenza dei numerosi ponti che a Firenze si respira un’aria di armonia e continuità. 

I ponti di Firenze

I ponti cittadini non sono solo eccellenti vie di collegamento, ma si trasformano in luoghi magici dove poter ammirare Firenze da diverse prospettive e catturarne ogni piccolo dettaglio. Ognuno di essi ha una storia unica alle spalle, fatta anche di distruzione e rinascita, che li ha resi veri e propri monumenti amati e apprezzati in tutto il mondo. 

Scopriamoli insieme tra storia, architettura e curiosità. 

Ponte Vecchio 

Il Ponte Vecchio è forse il più famoso ponte di Firenze e di sicuro è fra le sue strutture architettoniche più importanti. Collega Via Por Santa Maria con Via de’ Guicciardini e il suo nome è dovuto al fatto che fosse più “vecchio” nel momento in cui fu costruito il ponte alla Carraia, denominato all’epoca “ponte nuovo”. Oltre al suo valore storico, Ponte Vecchio ha sempre avuto un ruolo centrale nel sistema viario cittadino, tanto che in passato collegava la Florentia romana con Via Cassia Nuova voluta dell’imperatore Adriano. 

Ponte Vecchio, Firenze

Ponte di Varlungo

Il Ponte di Varlungo consiste in un viadotto a due vie lungo circa 375 metri, interamente realizzato in acciaio e cemento armato. La sua costruzione risale al 1979 per opera dell’ingegnere Luciano Scali e dell’architetto Adriano Montemagni, che lo idearono per rispondere a numerose esigenze di viabilità; il ponte, infatti, collega diverse zone tra loro ed è composto da due strade sopraelevate ad alto scorrimento e da una strada bassa centrale dedicata al traffico locale. 

Ponte di Varlungo, Firenze

Ponte Giovanni da Verrazzano

Il Ponte Giovanni da Verrazzano prende il suo nome da un noto navigatore toscano e, dopo il Ponte di Varlungo, è quello situato più a monte del comune di Firenze. Lungo 141 metri, è anch’esso costruito con acciaio e cemento armato. La sua realizzazione, terminata nel 1970, è stata portata avanti dagli ingegneri Vittorio Scalesse e Carlo Damerini e dall’architetto Leonardo Savioli. La sua struttura si compone di tre parti: le prime due partono da due rive opposte e si uniscono tramite la parte centrale in metallo, mentre la terza è destinata alla sosta dei pedoni. 

Ponte Giovanni da Verrazzano, Firenze

Ponte di San Niccolò

Il Ponte di San Niccolò è stato costruito tra il 1836 e il 1837 vicino l’omonima pescaia San Niccolò dalla quale veniva prelevata l’acqua necessaria per far funzionare i mulini presenti all’interno delle mura cittadine. Inizialmente era un ponte sospeso, sorretto solo da corde metalliche tese tra una sponda e l’altra dell’Arno, dal nome di Ponte San Ferdinando in omaggio al Granduca Ferdinando III di Toscana. 

Ponte San Niccolò, Firenze

Poco dopo la costruzione, nel 1844, è stato travolto e distrutto da una fortissima alluvione; ecco perché, nel 1853 prima e nel 1890 poi, è stato ricostruito e modificato secondo le esigenze dell’epoca e rinominato come Ponte di Ferro. Il nome attuale risale alla fine del Granducato. 

Esattamente come tutti gli altri ponti fiorentini, anche il Ponte di San Niccolò è stato bombardato dai tedeschi in ritirata nel 1944; successivamente, quindi, è stato ricostruito con l’attuale struttura in cemento armato e a una sola arcata sotto la supervisione di Riccardo Morandi

Ponte alle Grazie

A poche centinaia di metri dalla pescaia di San Niccolò si erge il Ponte alle Grazie, dotato di ben cinque arcate. La sua struttura è costituita da una trave Gerber in cemento armato, mentre i rivestimenti esterni sono in pietra forte per rispettare il contesto urbano e lo stile tradizionale. 

Ponte alle Grazie, Firenze

Dato che il ponte è caratterizzato dall’attraversare una rapida naturale del fiume Arno, le sue pile sono state ribassate e poggiano su una piattaforma in pietraforte che viene costantemente modificata perché serve a contenere la discesa a valle dei numerosi massi che, in caso di forti piene, potrebbero causare danni seri. 

Ponte Santa Trìnita

Secondo Giovanni Spadolini, il Ponte Santa Trìnita di Firenze rientra tra i più bei ponti d’Italia e tra i più eleganti di tutta Europa; collega Piazza Santa Trìnita con Piazza de’ Frescobaldi, ed esattamente come la vicina Basilica Santa Trìnita e l’omonima piazza ha mantenuto nella pronuncia del nome l’accento sulla prima “i”, seguendo l’uso latino. 

Ponte Santa Trìnita, Firenze

Realizzato inizialmente in legno per volere della famiglia Frescobaldi, cede pochi anni dopo sotto il peso della folla che stava assistendo a uno spettacolo allestito sull’Arno. Ricostruito in pietra, cede nuovamente a causa della grande piena del 1333 che risparmia solo Ponte delle Grazie. Un’altra distruzione risale al 1557, sempre per via di un’alluvione, alla quale segue un’ulteriore ricostruzione per opera di Bartolomeo Ammannati su disegno di Michelangelo tra il 1567 e il 1571. La nuova struttura presenta una maestosa linea degli archi ed eleganti piloni di sostegno, oltre che quattro statue allegoriche come decorazioni degli angoli. 

Purtroppo, anche Ponte Santa Trìnita è stato oggetto di distruzione da parte dei tedeschi in ritirata nel 1944. Nel 1952, grazie all’architetto Riccardo Gizdulich e all’ingegnere Emilio Brizzi, è stato riportato alla luce in tutta la sua attuale bellezza. 

Ponte alla Carraia

Il Ponte alla Carraia è tra i pochi ponti di Firenze che attraversano l’Arno tra il centro storico e il quartiere Oltrarno ed è stato il secondo a essere costruito subito dopo Ponte Vecchio (tanto che, inizialmente, si chiamava Ponte Nuovo). 

Ponte alla Carraia, Firenze

Secondo alcune testimonianze, la sua realizzazione è avvenuta nel 1218 per opera di Lapo Tedesco, per andare poi distrutto per via della piena del 1274. Ha una storia molto simile a quella di Ponte Santa Trìnita: nel 1304 cede per colpa del peso della folla, viene ricostruito per poi essere raso al suolo dalla piena del 1333 e, dopo un’ulteriore ricostruzione seguendo un progetto di Giotto, va nuovamente distrutto nel 1557. Dato che si stava già lavorando al Ponte Santa Trìnita, anche Ponte alla Carraia viene ricostruito grazie ad Ammannati. 

Dopo essere stato minato dai tedeschi, che decidono di farlo esplodere per impedire il passaggio delle truppe alleate, viene ricostruito un’ultima volta nel 1948 con la sua attuale struttura a cinque arcate grazie all’architetto Ettore Fagiuoli

Ponte Amerigo Vespucci

Il Ponte Amerigo Vespucci unisce il lungarno Amerigo Vespucci al lungarno Soderini e rientra tra i ponti più moderni di Firenze. Si distingue per le sue linee sobrie, che lo rendono molto simile a un nastro teso tra una riva e l’altra; questo perché, secondo il progetto degli architetti Giorgio Giuseppe Gori, Enzo Gori ed Ernesto Nelli e dell’ingegnere Riccardo Morandi, il ponte dovrebbe simboleggiare la tacita convivenza tra il vecchio e il nuovo senza interferire sull’equilibrio visivo che caratterizza tutta Firenze, con le sue strutture storiche armoniosamente accerchiate da opere contemporanee. 

Ponte Amerigo Vespucci, Firenze

Ponte alla Vittoria

Il Ponte alla Vittoria si trova vicino il piazzale di ingresso al Parco delle Cascine, fuori dal centro storico. La prima struttura risale al 1835, voluta dal Granduca Leopoldo II in onore proprio di San Leopoldo, e consisteva in un ponte sospeso e collocato a ridosso della vecchia cinta muraria della città con un grande ruolo commerciale, dato che collegava le vie di scambio principali. 

Ponte alla Vittoria, Firenze

Realizzato inizialmente in metallo, il ponte godeva di quattro pilastri sormontati da leoni in marmo in stile neoclassico. In fase di restauro, successivamente, due dei quattro leoni sono stati spostati e attualmente si trovano all’ingresso del viale di Poggio Imperiale, vicino Porta Romana. 

Il suo nome è un’omaggio alla battaglia di Vittorio Veneto, che ha sancito la fine della Prima Guerra Mondiale, dopo la quale il ponte è stato praticamente ricostruito. Un’altra ricostruzione, doverosa, è stata eseguita dopo la Seconda Guerra Mondiale e ha regalato al ponte la sua odierna struttura in cemento armato, con tre arcate e parapetti in bronzo. 

Passerella dell’Isolotto

La Passerella dell’Isolotto, conosciuta anche come Passerella delle Cascine, è un ponte pedonale realizzato nel 1962 per collegare il rione dell’Isolotto con il centro del Parco delle Cascine. Il progetto iniziale è degli ingegneri Carlo Damerini e Vittorio Scalesse ma, nel corso degli anni, il ponte è stato restaurato diverse volte, soprattutto perché è comunque aperto al transito di ciclomotori e motocicli. 

Passerella dell’Isolotto, Firenze

La sua struttura a campata unica è quotidianamente attraversata da centinaia di persone che si recano al lavoro o all’Università per via della sua posizione strategica, a metà strada tra i due ponti più vicini, cioè il Ponte alla Vittoria e il Ponte all’Indiano. 

Ponte all’Indiano

Il Ponte all’Indiano unisce i quartieri di Peretola e dell’Isolotto tramite una strada a scorrimento veloce. É stato realizzato tra il 1972 e il 1978 su progetto degli architetti Adriano Montemagni e Paolo Sica e dell’ingegnere Fabrizio de Miranda e vi si può accedere attraverso un apposito viadotto, chiamato appunto “viadotto all’Indiano”. 

Ponte all’Indiano, Firenze

Si tratta di un ponte strallato unico al mondo per quanto riguarda la tipologia della sua struttura a comportamento statico: è dotato di una campata principale sorretta da stralli, cioè cavi in acciaio ad alta resistenza, e impalcato in lamiera d’acciaio irrigidita. 

Ponte Rosso

Il Ponte Rosso deve il suo nome all’antico ponte costruito con mattoni rossi sul torrente Mugnone sostituito successivamente con l’attuale ponte in pietra. Da qui, nel 1765, è entrato il Granduca Pietro Leopoldo, trionfante, proveniente da Vienna. 

Ponte Rosso, Firenze

Esattamente come gli altri ponti di Firenze, anche Ponte Rosso è stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, anch’esso ricostruito è, a oggi, centro di un intenso traffico automobilistico. Godetevi Firenze attraversando con i suoi ponti una delle città più belle del mondo. 

Copertina: portaamare

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Your custom text © Copyright 2018. All rights reserved.
Close