La morte di Giorgio Armani, lo scorso 4 settembre, ha inondato i notiziari di tutta Italia di articoli e servizi sul grande stilista piacentino di nascita, ma milanese di adozione. Un mondo a lutto che piange un artista dalle qualità umane e professionali senza pari. Giorgio Armani lascia orfani gli italiani dello stile, dell’innovazione, del senso del lavoro attraverso passione e capacità: in una parola, del merito. Italian Traditions ha voluto ripercorrere i tratti dell’uomo e l’eredità che lascia al mondo della moda. Conosciuto come Re Giorgio, a capo di un impero economico che travalica i cinque continenti, Armani si è affermato col suo marchio a partire dal 1975, dopo un lungo e proficuo lavoro con Nino Cerruti.
Ingegno, rispetto e senso del dovere hanno costituito la cifra connotativa dello stilista che ha rivoluzionato la moda. Così è stato per la giacca, capo completamente destrutturato dai canoni più tradizionali, ha conquistato i mercati d’oltreoceano, divenendo un simbolo degli anni ’80, anche attraverso pellicole intramontabili come American Gigolo e Batman, e serie televisive iconiche come Miami Vice.Ancora, sempre a Hollywood, Armani fornisce il guardaroba per un cast stellare in The Untouchables, o più di recente in Ocean’s Eleven e in The wolf of Wall Street nel 2013. Un lavoro, il suo, che ha trasudato buongusto e stile, ma anche intessuto profondi rapporti umani. Note l’amicizia con Richard Gere e Martin Scorsese, o con Michelle Pfeiffer e Cate Blanchett.
Quest’ultima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con Father Mother Sister Brother, di Jim Jarmush, e musa ispiratrice della maison milanese da più di dieci anni, recentemente protagonista sul red carpet di Venezia 82 con uno splendido abito lungo della collezione Armani. Un vestito a sirena già utilizzato qualche anno fa, quando nel 2022 partecipò ai SAG Awards. Stretto in vita e connotato da un ampio scollo bordato da maxi pietre in tinta, la creazione di Armani ha esaltato le forme e l’eleganza della star, ribadendo, ancora una volta, l’equazione sofisticata uguale naturale. In un certo qual modo, un ossimoro che Giorgio Armani ha reso, solo lui, possibile.
Non stupisce che Armani sia stato l’ideatore di un’eleganza per tutti, raccontando una moda mai azzardata e aggressiva, centrata sull’importanza del dettaglio, del particolare che fa l’insieme, riflesso in piccolo della sua complessa e sensibile personalità. E quindi linee morbide e bando alle geometrie, liberalizzando il concetto di eleganza anche in chiave comfort. Così Richard Gere in American Gigolo, apripista della nuance greige, sinonimo di un modo di pensare lungimirante in rottura col passato, sulla scia di ciò che amava dire il grande stilista: <<La vita è un film e i miei capi di abbigliamento sono i costumi>>. Armani lascia un’eredità che è lui stesso a spiegare: <<Gli aggettivi con i quali mi identifico, come persona e stilista, sono: preciso, pignolo, rigoroso, intransigente, leale, costante, determinato, appassionato. La mia moda nasce da un lavoro di sottrazione, dal rispetto per chi indossa l’abito, dall’idea di creare uno stile capace di resistere, pur evolvendosi nel tempo>>.
Un ricordo che riposa anche su quel connubio di garbo e determinazione che lo ha reso unico nel panorama della Milano rampante degli anni ’80-’90, quando il suo impero prese forma attraverso i diversi rami dell’azienda: Emporio Armani, Armani privè, il pret a porter, ma anche alberghi, profumeria e cosmetica. Un patrimonio finanziario di 13 miliardi di euro, la cui divisione agli eredi sarà gestita da una fondazione creata allo scopo dallo stesso Armani. A ciò si aggiunga l’acquisto nei giorni scorsi della Capannina di Forte dei Marmi, il celebre locale nato nel 1929 in Versilia, dove lo stilista amava recarsi per trascorrere i soggiorni più intimi. Una vita di successi, glamour e tanta beneficenza, mai sbandierata ed acquisita alle cronache per la riconoscenza di persone ed intere comunità beneficiate dal magnanimo stilista. In perfetto stile Armani:“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”.
Foto : Di Jan Schroeder – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8445893
