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Fontana di Rosello, simbolo di Sassari

Tanto bella da finire su un francobollo: la fontana di Rosello, simbolo della città di Sassari, in Sardegna, fu scelta da Poste Italiane per rappresentare uno tra i monumenti più belli d’Italia. Oggi è visitabile a pochi passi dal mercato coperto, ingiustamente dimenticata.

Storia della Fontana di Rosello

La sua costruzione, iniziata nel 1603 e conclusa nel 1606, avvenne sotto la dominazione spagnola ad opera di artigiani genovesi. La fontana divenne rapidamente una risorsa vitale per gli abitanti di Sassari: per trasportare l’acqua dalle sue sorgenti direttamente nelle case si utilizzavano 300 asini, che portavano sul loro dorso i barili riempiti dagli acquaioli. Curiosamente, infatti, un visitatore inglese di passaggio per la città scriveva che: “Questo sistema di approvvigionamento è sconveniente, perché vi capita spesso di trovare l’ingresso di una casa sassarese bloccato da un uomo, una bestia ed una botticella”.

Oltre a fornire acqua potabile la fontana era anche utilizzata per irrigare i campi circostanti e per fare il bucato e per questo motivo era diventata una sorta di centro nevralgico della vita quotidiana. Il lavatoio, ancora presente, è attualmente in restaurazione. 

Stile e architettura della fontana

La fontana di Rosello è una straordinaria opera d’arte marmorea, arricchita da un insieme di sculture che rappresentano lo scorrere del tempo e l’avvicendarsi delle stagioni. 

La pianta rettangolare reca un grande bacino centrale da cui sgorga l’acqua. Le statue, appoggiate su un sistema di arcate, rappresentano la Primavera, con fiori e boccioli, l’Estate, con spighe di grano e frutta matura, l’Autunno, con foglie cadenti e grappoli d’uva, e l’Inverno, raffigurato con rami spogli. Dettagli certamente non solo decorativi, ma incaricati anche di raccontare la ciclicità della natura e il modo in cui influenzava la vita della comunità circostante.

La fontana presenta anche altre decorazioni, come i mascheroni da cui sgorga l’acqua e putti giocosi che simboleggiano la purezza dell’acqua stessa. Il bacino centrale è circondato da colonne e balaustre che conferiscono un senso di maestosità e ordine all’intera struttura.

Nel corso dei secoli il monumento ha subito danni significativi, in particolare durante i moti antifeudali del XVIII secolo e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Alcune statue andarono perdute ma furono fortunatamente restaurate negli anni ’90, con grande attenzione ai dettagli originali.

Foto : Sardegna Turismo

Visitare la fontana di Rosello, come e quando

La fontana si trova nel cuore di Sassari, facilmente raggiungibile dal centro città. Per lo stato in cui versa attualmente la visita è sconsigliata a persone con difficoltà motorie: per raggiungerla a piedi occorre percorrere una strada semi sterrata.

Gli orari di apertura (l’ingresso è gratuito) indicati sul cartello sono dal martedì al sabato, dalle 10:00 alle 19:00, e la domenica dalle 10:00 alle 14:00. Sembra però che, in realtà, non sempre vengano rispettati. Nei giorni di chiusura, comunque, il monumento può essere visto anche dall’alto, osservandolo e fotografandolo da ponte Rosello.

La macchina, invece, può essere parcheggiata in Via Carlo Alberto o in Piazza d’Italia, entrambe a breve distanza a piedi. 

Nonostante la sua importanza storica e artistica la fontana meriterebbe più attenzioni, sul luogo non è presente alcun cartello informativo e in alcuni periodi dell’anno l’erba del prato è decisamente troppo alta.

Quattro passi a Sassari, con degustazione

Visitare la fontana di Rosello è comunque un ottimo punto di partenza per scoprire la città di Sassari, con il maestoso Duomo di San Nicola, le collezioni archeologiche del Museo Nazionale Sanna, la Pinacoteca Nazionale (ospita un’importante raccolta di dipinti che vanno dal XV secolo fino ai giorni nostri) e il pittoresco centro storico, fatto di stradine strette e negozi storici. 

La fontana, tra l’altro, si trova proprio nei pressi del mercato coperto, pieno di prodotti tipici sassaresi che offrono l’opportunità di immergersi nelle tradizioni culinarie sarde e scoprire i sapori che rendono unica questa terra.

La Sardegna è famosa per i suoi formaggi e infatti al mercato è possibile trovare alcune delle varietà più amate e pregiate: il pecorino sardo, dolce e aromatico, il fiore sardo, dal sapore intenso e affumicato, e la ricotta mustia, salata e leggermente affumicata. I salumi sardi sono un’altra delizia territoriale da non perdere: al mercato troverete la salsiccia sarda, stagionata secondo metodi tradizionali, la coppa e il prosciutto crudo, famosi per il loro gusto ricco e la consistenza perfetta.

Durante il trekking urbano chi resisterebbe, poi, alla tentazione offerta dal pane carasau e dal pane civraxiu? Il primo, originario della Barbagia, è apprezzato per la sua croccantezza e per la “musica” che produce quando si spezza, il secondo -forse meno conosciuto- è invece morbido, con crosta spessa e mollica soffice.

Non si possono lasciare Sassari e il suo mercato senza aver acquistato almeno una bottiglia di vini locali: il Cannonau, rosso corposo e aromatico, oppure il Vermentino, un bianco fresco e fruttato.

Copertina : Sardegna Turismo

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