Nella suggestiva cornice della Sala Biancamano del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, il prossimo 26 giugno alle ore 09.30 si terrà la presentazione ufficiale di una mostra destinata a lasciare il segno nel panorama scientifico e divulgativo italiano: “PaleoAquarium”, un viaggio interattivo nel cuore degli oceani preistorici, dove i veri protagonisti non sono i dinosauri terrestri, ma i giganteschi rettili marini che condividevano con loro l’epoca giurassica e cretacica.
L’esposizione, che aprirà al pubblico il 27 settembre 2025 presso il Museo Kosmos di Pavia, rappresenta un progetto senza precedenti per rigore scientifico, impatto visivo e valore educativo. Un vero e proprio tuffo nel passato profondo della Terra, in cui il visitatore si troverà faccia a faccia con modelli iperrealistici in scala 1:1, calchi originali di fossili e installazioni interattive immersive capaci di unire emozione e conoscenza.
A prendere la parola nella conferenza stampa milanese sono stati tre protagonisti d’eccezione del panorama scientifico nazionale.
Paolo Mazzarello, delegato del Rettore ai Musei dell’Università di Pavia e Direttore di Kosmos, ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa che “non solo valorizza il patrimonio paleontologico italiano, ma promuove una divulgazione rigorosa e al tempo stesso accessibile, capace di parlare a pubblici diversi, dai bambini agli specialisti”.
Simone Maganuco, naturalista, paleontologo e mente creativa dietro PaleoAquarium, ha spiegato il cuore scientifico della mostra: “Non si tratta di una semplice esposizione di reperti. Abbiamo voluto ricostruire, con l’aiuto di un team internazionale e di un paleoartista di fama mondiale, un ecosistema marino preistorico nella sua complessità, dove ogni modello racconta non solo un animale, ma una storia evolutiva, un comportamento, una sfida di sopravvivenza”.
Paolo Guaschi, curatore di Kosmos e responsabile della sezione di Paleontologia, ha illustrato i dettagli dell’allestimento che occuperà gli spazi del museo pavese per nove mesi, fino al 28 giugno 2026: “Sarà un viaggio dinamico, multisensoriale, dove l’interazione sarà la chiave per comprendere come vivevano questi animali straordinari e come la paleontologia moderna riesce a ricostruirli con precisione quasi L’evento ha una chiara vocazione: educare stupendo, fondendo spettacolo e metodo scientifico, senza mai cedere alla superficialità.
La mostra rappresenta anche un importante esempio di collaborazione interdisciplinare, coinvolgendo artisti, tecnologi, museologi e paleontologi in un lavoro corale di altissimo livello. In un momento storico in cui l’educazione scientifica è più che mai centrale, iniziative come questa rappresentano non solo un appuntamento culturale, ma un vero investimento sul futuro.
