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Il Museo Internazionale della Calzatura

Situato all’interno del Castello Sforzesco di Vigevano, in Lombardia, il Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bertolini (MIC), fu istituito negli anni Cinquanta per iniziativa dello storico vigevanese Luigi Barni e dedicato a Pietro Bartolini, primo donatore di una notevole collezione di calzature provenienti da tutto il mondo. Ma come mai proprio si trova proprio a Vigevano? Perché Vigevano e il mondo della scarpa formano da più di cent’anni un binomio indissolubile!

La città, infatti, è stata a lungo la capitale italiana e, in alcuni periodi, anche mondiale della calzatura. Il suo primato di capitale della calzatura arriva da lontano, per poi emergere in modo significativo a livello industriale nel corso nel Novecento, quando la città era arrivata a produrre addirittura 20 milioni di paia di scarpe l’anno. Nel 1866 nacque il primo calzaturificio a modello industriale e, nel 1929 Vigevano fu la prima città italiana a produrre calzature in gomma. Questa lunga tradizione si trova oggi documentata in questo museo, prima e unica istituzione pubblica in Italia dedicata alla storia e all’evoluzione della scarpa intesa come indumento e come oggetto di moda e design.

Il percorso espositivo si articola in quattro sale e una galleria che ospitano una collezione di circa 400 calzature, su un patrimonio complessivo di oltre 3000 pezzi, alcune delle quali provenienti da donazioni e prestiti di aziende e stilisti del settore, quali Ferragamo, Pucci, Pfister, il vigevanese Pollini, che è anche il curatore scientifico del museo, Dior, Karl Lagerfield, Armani, Louis Vuitton, Givenchy e molti altri ancora. Il Museo è disposto in sezioni: si inizia con La Stanza della Duchessa, si prosegue con la sezione Storica, Etnica e Wunderkammer, Stile e design e Tacco a spillo; l’ultimo corridoio, chiamato La Galleria, è sede di mostre temporanee.

Fin dalla sua nascita, il museo ha avuto come obiettivo la volontà di costituire un’importante testimonianza di quel Made in Italy frutto dell’ingegno e dell’operosità del popolo vigevanese. Al suo interno sono esposti molti modelli prodotti a Vigevano per la prima volta e che sono serviti da modello per tutto i mondo, come le sovrascarpe in gomma e le scarpe da ginnastica degli anni ’30, o le calzature con tacco a spillo degli anni ’50. Una particolare attenzione viene dedicata all’aspetto estetico dei pezzi esposti: calzature datate e recenti, stravaganti e classiche, che non possono che attirare attenzione, curiosità ed ammirazione. La scarpa, dunque, intesa non solo come un normale oggetto d’uso quotidiano, ma anche come un concentrato di tecnologia, fantasia, innovazione, gusto estetico, tutte caratteristiche che rendono la scarpa una vera opera d’arte degna di essere esposta in un museo ad essa dedicato. Non manca poi la possibilità di ammirare esemplari di calzature particolarmente strane: molto piccole o molto grandi, oppure scarpe appartenute a personaggi famosi, su tutti le scarpe dei papi, scarpe con tacchi vertiginosi a espadrillas, zeppe anni Settanta, decolleté classiche e modelli dalle caratteristiche particolari, come un sandalo futurista con suola di rocchetti in legno e una scarpina in argento, di un solo centimetro di lunghezza!

Per andare lontano, con stile italiano. Il lusso ai propri piedi per chi alla classe non rinuncia mai. Cammina con noi alla scoperta dell’IT5 della settimana.

 

 

 

 

 

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