All’interno del Parco delle Alpi Apuane, accerchiata da un ambiente incontaminato dal grande valore paesaggistico, si trova la Grotta del Vento, una delle più complete tra le grotte turistiche italiane. I suoi itinerari, infatti, consentono di osservare da vicino le gallerie profonde, le formazioni calcaree e tutti i dettagli più caratteristici che la rendono unica e speciale.

Tra tutte le grotte, però, è la sola a offrire ai visitatori la possibilità di scegliere tra i vari itinerari turistici disponibili, uno dei quali (il terzo, per la precisione) è per durata il più lungo d’Italia. Inoltre, rientra tra le poche a essere aperta tutto l’anno (tranne il 25 dicembre) e a permettere, così, ai turisti di compiere una gita anche in presenza di neve, pioggia e intemperie.
Infine, la presenza di più itinerari turistici la rende accessibile a tutti, dai singoli esploratori alle famiglie con bambini, anche perché sono presenti diversi servizi (ristorazione, intrattenimento) che rendono l’escursione completa e divertente.
Origini della Grotta del Vento e del suo nome
La formazione della Grotta del Vento risale a circa 200 milioni di anni fa: sul fondale dell’attuale Mar Tirreno cominciò a depositarsi un’enorme quantità di formazioni coralline, gusti di conchiglie, scheletri di pesci, sabbia e bicarbonato di calcio; i detriti continuarono ad accumularsi per almeno 170 milioni di anni formando, alla fine, una massa con uno spessore di migliaia di metri.
Data la grandezza, la consistenza e il peso di una massa così importante, i vari elementi si cementarono tra loro trasformandosi a poco a poco in roccia calcarea che, a seguito delle forti spinte legate alla deriva dei continenti, si sollevò, emerse dal mare e formò le montagne che è possibile ammirare attualmente. Nel frattempo l’acqua piovana, attraverso la superficie porosa di queste montagne, riuscì a passare direttamente nel sottosuolo andando a formare ruscelli, torrenti e fiumi sotterranei che, percorrendo per milioni di anni le fessure presenti, le hanno lentamente ingrandite trasformandole in quei cunicoli, gallerie e pozzi che oggi caratterizzano il complesso sotterraneo della Grotta del Vento.

Ma perché si chiama proprio così? Il suo nome deriva dalla prorompente corrente d’aria che la attraversa e che si forma per via di due imbocchi posti a quote diverse. Ha una temperatura di circa 10,7°C che in estate è più fredda di quella esterna, mentre in inverno si rivela più calda. La velocità del vento è direttamente proporzionale alla differenza tra la temperatura esterna e quella interna e, per permettere ai turisti di esplorare indisturbati, la corrente d’aria viene quasi sempre completamente bloccata tramite la chiusura di una porta blindata appositamente realizzata.
La scoperta della Grotta del Vento
Nonostante la Grotta del Vento si sia formata milioni di anni fa, è stata scoperta solo nel 1898 dal alcuni giovani di Fornovolasco che, incuriositi proprio dalla corrente d’aria proveniente dal suo interno, decisero di mandare in avanscoperta una bambina di soli 4 anni poiché l’unica a poter passare attraverso la fessura (troppo stretta per un adulto).
Dopo pochi metri, la bimba comunicò agli amici che la strada, inizialmente stretta, tendeva via via ad allargarsi; questo bastò ai ragazzi per munirsi di pale e picconi, allargare la fessura e procedere per circa 20 metri. Una volta giunti a quella che oggi viene chiamata “Sala dell’Orso” si fermarono, probabilmente impauriti da quello che avrebbero potuto trovare andando avanti. In passato, infatti, si credeva che all’interno delle grotte soggiornassero mostri e demoni.
Pochi passi, in ogni caso, bastarono per portare alla luce ciò che oggi è diventata una delle principali attrazioni turistiche delle Alpi Apuane e di tutta la Valle del Serchio che, ogni anno, conta circa 50mila visitatori.
I percorsi della Grotta del Vento
Come già detto, il percorso interno della grotta è suddiviso in tre itinerari molto diversi tra loro per diversi motivi: per le caratteristiche paesaggistiche, per la durata, per la difficoltà di attraversamento.
Primo itinerario
Il primo itinerario è il più pianeggiante, caratterizzato da un grazioso laghetto dei cristalli, numerose composizioni calcaree come stalattiti e stalagmiti e colate in fase di accrescimento. I gradini sono alternati a tratti pianeggianti, il che rende l’itinerario ideale anche per i più piccoli.
Secondo itinerario
Il secondo itinerario inizia con la discesa del Baratro dei Giganti che porta alla Sala delle Voci, così chiamata per via della sua particolare acustica che regala effetti sonori davvero suggestivi. Le composizioni calcaree lasciano il posto a masse di erosione, a un piccolo corso d’acqua e a diverse formazioni di fango. Anche in questo caso è possibile compiere l’escursione con i bambini, purché abbiano almeno 6 anni; è sconsigliato l’accesso, invece, a chi soffre di vertigini, ha difficoltà motorie (anche lievi) e ai cardiopatici.
Terzo itinerario
Il terzo itinerario ospita un pozzo di 90 metri, totalmente verticale, che viene percorso per giungere a un vasto salone. Tramite la Diramazione delle Meraviglie si arriva alla parte finale della grotta, sicuramente la più affascinante. Il percorso include anche il primo e il secondo itinerario e, pertanto, dura circa 3 ore; di conseguenza, non è adatto ai bambini al di sotto dei 6 anni, ai cardiopatici, a chi soffre di vertigine e a chi ha difficoltà motorie.
In ogni caso, ogni itinerario è dotato di fondo in cemento antiscivolo, ringhiere metalliche e illuminazione artificiale, quindi la maggior parte dei visitatori può accedere in piena sicurezza.
Cosa indossare per visitare la Grotta del Vento
Considerando che la temperatura all’interno della grotta si aggira intorno ai 10,7°C, con un’umidità del 99%, è consigliato indossare capi adeguati come una maglia con su una felpa. Meglio evitare indumenti eccessivamente leggeri o troppo pesanti e optare per scarpe chiuse con suola di gomma. Dati i costanti gocciolamenti, potrebbe essere utile indossare una leggera giacca impermeabile.
Tutti i servizi della Grotta del Vento
Visitare la Grotta del Vento è un’esperienza davvero indimenticabile da poter compiere da soli, in coppia, in famiglia, con gli amici; questo anche perché i servizi offerti sono variegati e numerosi e permettono di trascorrere qualche ora di divertimento con tutti i comfort a disposizione. Ecco i principali:
- negozio di minerali: all’interno della biglietteria è presente un grande negozio di fossili e minerali dove è possibile acquistare pezzi molto interessanti non solo per i turisti, ma anche per i collezionisti. Per le persone più vanitose è disponibile anche un vasto assortimento di bigiotteria e gioielleria in pietre e argento;
- libri e cartoline: l’info point vende diverse pubblicazioni sulla grotta e sul territorio circostante, comprese mappe escursionistiche e carte stradali, oltre che cartoline da spedire agli amici o da conservare come ricordo;
- bar: non poteva di certo mancare un punto ristoro, dove i turisti possono consumare uno spuntino al volo al banco, in un’apposita sala o nelle aree picnic adiacenti;
- mostra fotografica: tutta la stori della Grotta del Vento e della sua valorizzazione turistica dal 1964 a oggi è racchiusa in ben 67 immagini raccolte in una straordinaria mostra fotografica da non perdere;
- area picnic: a pochi passi dalla biglietteria sono state allestite tre aree picnic gratuite dove, nelle giornate soleggiate, è possibile consumare il pasto a sacco portato da casa o quanto acquistato al bar. Ogni area è dotata di tavoli in legno, panche in legno o pietra e una fontana con acqua potabile;
- servizio navetta: per gruppi di almeno 20 persone e solo su prenotazione è disponibile il servizio navetta che conduce da Gallicano o dalla stazione ferroviaria di Gallicano-Barga alla Grotta del Vento;
- parcheggio: vicino all’accoglienza sono disponibili due parcheggi, uno privato e gratuito per i clienti, l’altro comunale e a pagamento (con strisce blu);
- audioguide: le visite all’interno della grotta sono tutte guidate. La lingua è l’italiano, ma in alcune fasce orarie è possibile accodarsi a gruppi guidati in altre lingue.
Cosa vedere nei dintorni della Grotta del Vento
Scegliere la Grotta del Vento come meta di una git fuori porta o di un’escursione equivale a ritagliarsi altre ore di tempo per fare un giro nei dintorni, alla scoperta di altri luoghi meravigliosi che la zona propone. Di seguito quelli imperdibili:
Eremo di Calomini

Proseguendo sulla strada che porta alla Grotta del Vento, nascosto da una folta vegetazione spontanea, si può scorgere un maestoso santuario dalla storia a dir poco affascinante: l’Eremo di Calomini. Secondo gli antichi racconti, il primo luogo di culto sarebbe stata una piccola cavità ottenuta a colpi di scalpello circa 1400 anni fa, ma la bellezza del luogo e la presenza di una sorgente fresca e abbondante non saranno di certo passate inosservate agli uomini preistorici, così come ai liguri e agli etruschi; è altamente probabile, infatti, che se mai si dovesse scavare sotto la chiesa settecentesca salterebbero fuori preziose testimonianze.
L’Eremo è costituito da una struttura molto grande, ma oggi è possibile visitare solo la chiesa e solo durante la messa domenicale e le principali ricorrenze religiose.
Borgo a Mozzano
Il paese di Borgo a Mozzano è famoso per la presenza di un ponte a cinque arcata dalla struttura asimmetrica, che affonda le proprie origini in un mix di storia e leggenda. Secondo i racconti locali, infatti, il ponte sarebbe stato realizzato proprio da Lucifero in persona che, in cambio del suo aiuto, chiese l’anima della prima persona che vi sarebbe passata sopra. Per ingannarlo, gli abitanti decisero di far passare per prima una pecora.

Tralasciando la leggenda, il ponte merita sicuramente di essere visitato sia per la sua forma singolare, sia per il panorama contraddistinto dall’azzurro intenso del fiume e dalle variegate sfumature della vegetazione circostante.
Barga

Proseguendo verso il cuore della Garfagnana si passa per Barga, tra i borghi più belli d’Italia. Ha mantenuto intatto il suo centro storico, con le sue strade irregolari che si estendono tra i palazzi signorili. La parte da vedere assolutamente è il Duomo di San Cristoforo, con la chiesa circondata da un ampio prato e posta nella parte alta della città, da dove è possibile godere di una vista mozzafiato.
Castelvecchio Pascoli

Dopo Barga, è sicuramente d’obbligo una tappa a Castelvecchio Pascoli, famoso per aver ospitato l’omonimo scrittore e poeta tra il 1895 e il 1912. Qui, infatti, è possibile visitare la sua casa, diventata poi museo, e passeggiare tra i suoi manoscritti, i suoi libri e la cappella dove è stato sepolto.
Castiglione di Garfagnana

É consigliata un’altra sosta a Castiglione di Garfagnana, un borgo molto suggestivo per via delle mura che lo circondano e dai suoi torrioni. Di origine romana, il paese ha raggiunto il suo culmine economico in epoca longobarda e franca e conserva ancora oggi le caratteristiche stilistiche e architettoniche del tempo. Da non perdere il Parco della Rimembranza e il Torrione della Brunella.
Copertina: grottadelvento




