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Monte Grappa, la regina tra le cime del Massiccio

Esiste, in Veneto, uno dei luoghi italiani più affascinanti e caratteristici, in grado di unire importanza storica e bellezza paesaggistica. Ieri teatro di cruente battaglie, oggi un paradiso per lo sport e la vita all’aria aperta: si tratta del Monte Grappa, nella fascia delle Prealpi venete.  

Fonte: isdenews.it 

Delimitato dalle valli dei fiumi Brenta e Piave, i suoi versanti inizialmente ripidi si trasformano in pendii dolci e armoniosi ricchi di boschi e pascoli. Il clima, più mite e dolce di quello tipico della pianura, presenta scarse piogge e pochissima nebbia. La flora e la fauna, poi, sono estremamente varie e propongono ai visitatori incontri tanto piacevoli quanto inaspettati.  

Composizione e territorio del Monte Grappa 

Il Monte Grappa è un massiccio prealpino di composizione calcarea che si affaccia sulla pianura veneta ed è circondato dalle valli di Treviso, Belluno e Vicenza. Inizialmente conosciuto con il nome di Alpe Madre, è alto ben 1775 metri e presenta una forma molto varia, con dolci pendii che digradano verso nord e declivi scoscesi verso sud.  

Fonte: petpeoplestories.it 

Il Monte Grappa ha avuto origine a seguito di una piega di faglia che ha innalzato gli strati di calcare dolomitizzato, biancone e Scaglia Rossa. Il suo territorio è quasi privo di acqua, dato che la composizione carsica impedisce la formazione di laghi e fiumi; tuttavia, si creano facilmente crepe e fessure che permettono all’acqua piovana di penetrare all’interno della montagna, scorrere per le vie sotterranee e si riaffiorare successivamente nel fondovalle.  

Fauna e flora del Monte Grappa 

Chiunque decida di addentrarsi tra i sentieri del Monte Grappa ha l’opportunità di incontrare specie animali di tutti i tipi, soprattutto alle prime luci dell’alba o al sopraggiungere del tramonto: caprioli, scoiattoli, picchi, camosci, cervi e piccoli mammiferi come donnole, volpi, faine, puzzole, ghiri e lepri, ma anche uccelli e rapaci quali falchi, sparvieri, corvi imperiali, poiane, gheppi, gufi e civette. Nelle pozze d’acqua, invece, si possono avvistare salamandre, rospi, rane rosse e ululoni, insieme a piccoli rettili come la biscia, l’orbettino, la vipera e il biacco.  

Fonte: bellunopress.it 

Tutti questi animali vivono immersi nella natura incontaminata, che nasconde un vero e proprio paradiso di corolle: se ne contano circa 1400 specie, tutte diverse tra loro. Passeggiare sul Monte Grappa in primavera può, quindi, essere l’occasione ideale per ammirare mughetti, narcisi, genzianelle e crochi, ma anche fiori rari come la primula rossa, l’Euforbia della Carnia e il Lilium carniolicum.  

Fonte: bassanodelgrappaedintorni.it 

Diffuse qua e là, inoltre, si trovano interessanti specie illiriche, come la Centaurea rupestris, la Genista sericea, il Seseli gouanii e il Cytisus pseudoprocumbens, mentre in autunno si possono scorgere genziane, colchici e anemoni.  

Cosa fare sul Monte Grappa 

In qualità di oasi naturali e palestra all’aria aperta, il Monte Grappa è il luogo ideale per tutti coloro che amano il parapendio e il deltaplano. Non solo, perché le sue falesie rocciose sono perfette per le arrampicate, mentre i versanti ripidi offrono “piste” strepitose per gli appassionati delle due ruote. Inoltre, i boschi, i pascoli e le mulattiere possono essere mete interessanti per chi desidera semplicemente passeggiare nella natura.  

Fonte: livingbassano.it 

Infine, è possibile raggiungere la cima in modi diversi: a piedi, di corsa, in bici o in volo non importa, basta arrivare a destinazione per godere di un panorama stupendo sulla Pianura Veneta. In inverno, poi, è ancora più bello perché si può sciare e compiere escursioni sulla neve, mentre in estate è possibile dedicarsi a canottaggio e rafting nel fiume Brenta. 

Cosa vedere sul Monte Grappa 

Il Monte Grappa, nel corso della storia, è stato scenario di numerose battaglie, combattute durante i due conflitti mondiali, così come in occasione della guerra fredda. Di conseguenza, ancora oggi custodisce reperti risalenti a quei momenti, oltre che numerosi monumenti dedicati proprio ai caduti in battaglia. Ecco le tappe principali:  

Il Sacrario Militare del Monte Grappa 

Dopo la disfatta di Caporetto, il Monte Grappa si è trasformato nel fulcro della difesa italiana contro l’esercito austro-ungarico. Proprio per questo, ancora oggi la montagna è attraversata da trincee, gallerie e postazioni fisse di artiglieria.  

Un punto in particolare cattura immediatamente l’attenzione: si tratta del Sacrario Militare, inaugurato il 22 settembre del 1935 in piena epoca fascista, che raccoglie le spoglie di oltre 12mila caduti.  

Fonte: wikimedia.org 

La parte principale del Sacrario è composta da cinque gironi concentrici a forma di piramide, mentre le basi conservano i resti dei soldati. La cima, invece, è collegata al Portale di Roma dalla Via Eroica, un maestoso viale con ai lati 14 cippi che ricordano le località dove si sono svolte le battaglie più cruenti.  

Sulla parte superiore del Portale di Roma si trova l’Osservatorio dove, attraverso un’apposita installazione, è possibile avere un quadro più chiaro sul perché il Monte Grappa è stato così importante durante la guerra.  

Il Museo Storico della Guerra 

Poco distante dal Sacrario Militare si trova il Museo Storico della Guerra, all’interno della Caserma Milano. Custodisce ed espone documenti, foto, armi e cimeli risalenti alla prima guerra mondiale.  

Fonte: massicciodelgrappa.it 

La Galleria Vittorio Emanuele III 

Proprio accanto alla Caserma Milano ecco la Galleria Vittorio Emanuele III, cioè un tunnel scavato durante la guerra che si estende per circa 5 chilometri attraverso il Monte Grappa. Dal canale centrale si diramano i corridoi laterali che, all’epoca, servivano per spostare uomini e armi da un punto all’altro della montagna senza farsi scovare dal nemico.  

Fonte: fotografodiguerra.it 

La galleria poteva ospitare 15mila soldati, insieme a viveri per due settimane, 72 cannoni e 70 mitragliatrici; questo basta a far comprendere quanto lavoro sia servito per costruire un’opera del genere che, a oggi, è visitabile solo per circa la metà della sua lunghezza.  

Copertina: outdooractive

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