Dalla visione dei fratelli Luciani alla Festa dell’Orzo, un viaggio nella cultura
della birra italiana.
A Pedavena, in provincia di Belluno, la birra non è soltanto una bevanda: è parte della
storia locale e del rapporto tra impresa, paesaggio e comunità. In questo angolo del
Veneto, ai piedi delle Dolomiti, Italian Traditions ripercorre la vicenda di una delle
realtà più rappresentative della tradizione brassicola italiana, nata alla fine
dell’Ottocento e ancora oggi legata a un immaginario fatto di sale storiche, grandi
tavolate e feste popolari.
Le origini della Fabbrica risalgono a Luigi, Sante e Giovanni Luciani. Provenienti da
Canale d’Agordo, i tre fratelli individuarono in Pedavena un luogo adatto al loro
progetto: il paese offriva abbondanza di acque sorgive, una posizione favorevole
rispetto alle vie di comunicazione e condizioni utili anche per l’approvvigionamento del
ghiaccio, elemento allora fondamentale per la produzione e la conservazione della
birra. I lavori iniziarono nel 1896 e nel 1897 l’impianto entrò in attività, dando forma a
un’iniziativa che univa intuizione imprenditoriale e radicamento montano.
Accanto allo stabilimento nacque presto anche uno spazio destinato all’accoglienza.
L’idea iniziale di affiancare al complesso uno chalet tirolese, pensato per ospitare i
visitatori e servire la birra prodotta sul posto, si trasformò nel tempo in una vera birreria.
Nel 1937 gli ambienti furono ampliati con nuove sale dedicate alla degustazione e
all’intrattenimento, mentre la fabbrica continuava a crescere come riferimento
produttivo. Oggi la Birreria Pedavena viene indicata come la più grande d’Italia.
La vicenda di Pedavena, però, non è stata lineare. Dopo passaggi societari e momenti
difficili, il 2006 segnò una svolta: Birra Castello acquisì il sito, aprendo una nuova fase
per il birrificio e per il suo rapporto con il territorio. Da allora il complesso bellunese ha
rafforzato il suo ruolo anche attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio. Nel
2013 è stato aperto il museo della birra, che contribuisce a trasformare la visita in
un’esperienza legata non solo al gusto, ma anche alla cultura del lavoro e alla
tradizione locale.
Il legame con le Dolomiti resta centrale anche nelle materie prime. Le ricette della linea
Birra Dolomiti, per esempio, utilizzano cereali italiani e luppoli selezionati; tra gli
ingredienti compare anche malto ricavato da orzo coltivato nel territorio, frutto di un
progetto di filiera integrata nato nel 2006 con una cooperativa agricola attiva in diversi
comuni della provincia di Belluno.
Questa connessione si ritrova anche nella Festa dell’Orzo, uno degli appuntamenti
estivi più attesi a Pedavena. L’edizione 2026 si svolgerà dal 10 al 12 luglio e avrà un
significato particolare anche per il richiamo ai vent’anni dalla rinascita della Fabbrica. Il
programma prevede tre giorni di iniziative nel parco e negli spazi della birreria, tra
apertura dei chioschi, dj set, concerti all’aperto, degustazioni con gli esperti, visite
guidate, laboratori, attività per bambini, mercatini con prodotti tipici e artigianali, il
torneo di padel Birra Castello e l’arrivo della gravel ride legata al marchio.
Il momento centrale resta la domenica, con la sfilata e l’apertura ufficiale della botte.
Non è soltanto una scena di festa, ma un rito collettivo che riunisce maestranze,
dipendenti, realtà agricole, gruppi locali, quartieri del Palio di Feltre e la Fanfara Alpini
di Bassano del Grappa. La cerimonia celebra il nuovo raccolto d’orzo destinato alla
produzione, rendendo visibile il filo che lega campo, fabbrica e comunità.
Oggi la Fabbrica in Pedavena è molto più di un birrificio dalla lunga tradizione. Tra
acque sorgive, architetture d’epoca, montagna e saperi tramandati, continua a essere
una presenza viva nel paesaggio bellunese: non solo una tappa nella storia della birra
italiana, ma un luogo in cui questo patrimonio prende ancora forma, giorno dopo
giorno.
