Creme, frutta, cioccolato e limited edition – il grande lievitato diventa esperienza gourmet (e regalo
di stile)
Il panettone non è più soltanto il dolce delle feste: nel 2025 si conferma un oggetto del desiderio
gastronomico, una forma di artigianato contemporaneo che unisce tecnica, materie prime e
immaginario. La tendenza è netta: a dominare la scena sono i panettoni farciti, quelli che
trasformano la fetta in un piccolo viaggio — tra creme vellutate, frutta selezionata, note tostate e
contrasti studiati al millimetro.
Per questa ragione Italian Traditions ha selezionato alcuni dei panettoni più interessanti del 2025,
privilegiando qualità dell’impasto, equilibrio del ripieno, originalità sensata (mai fine a sé stessa) e,
non ultimo, la cura del packaging: perché oggi il panettone è anche un dono, e spesso racconta chi
lo sceglie.
Il classico che non smette di evolversiO – livieri 1882
La firma di Andrea e Nicola Olivieri continua a essere un riferimento quando si parla di grandi
lievitati. Il loro classico è un esercizio di misura su una materia ricca: lavorazione lunga, gestione
rigorosa della pasta madre, ingredienti puliti e una mollica che resta gentile anche quando il morso
si fa pieno.
Accanto alla versione tradizionale, la casa amplia lo sguardo con edizioni limitate dal profilo
internazionale, come l’abbinamento Matcha, Yuzu e Cioccolato Bianco, e con una collaborazione
dal packaging scenografico e glamour con Roberto Cavalli.
Dal mondo pizza al mondo lievitati – Diego Vitagliano
Quando un grande interprete dell’impasto decide di misurarsi con il panettone, spesso si vede.
Quello di Diego Vitagliano è costruito su leggerezza e precisione: una struttura ariosa, profumi
puliti, e un equilibrio che lo rende sorprendentemente “facile” pur essendo ricco.
Tra le varianti, si distinguono le versioni più golose (come Triplo Cioccolato o Caffè e Caramello) e
una lettura fruttata di forte identità come Albicocca Pellecchiella del Vesuvio, fino alle nuove
interpretazioni croccanti che giocano su contrasti di texture.
Gelato d’inverno e panettoni da boutique – VERO Gelateria
C’è chi riscrive le stagioni, e VERO lo fa con naturalezza. Tra Milano e Bologna, l’inverno diventa
terreno di sperimentazione: gusti come Mela e Cannella e le declinazioni della zucca raccontano
una dispensa calda e domestica, mentre i panettoni artigianali della casa si muovono su
abbinamenti moderni e rassicuranti, come Pera e Cioccolato oppure Lampone e Cioccolato
Bianco. A completare l’universo, creme maison generose e pulite: l’idea è quella di un Natale
“gourmet” ma quotidiano.
Tuscia, marroni e rum – il “Pansucchio” di Pasticceria Alba
C’è un lievitato che, più di altri, racconta il Lazio con orgoglio. Il Pansucchio di Pasticceria Alba non
cerca l’effetto facile: lavora su una trilogia precisa — marroni canditi, cioccolato fondente e rum —
con un risultato lungo, profondo, sorprendentemente armonico.
Nel 2025, l’insegna celebra anche una limited edition pensata per chi ama i dettagli importanti: una
versione più intensa, da fine pasto, da condividere lentamente.
L’albicocca come firma – Giuseppe Germanà
Il panettone di Giuseppe Germanà è un esempio di come un frutto possa diventare identità.
L’albicocca Pellecchiella, semicandita, porta calore e luce mediterranea, mentre burro e vaniglia
lavorano sul fondo con pulizia, lasciando un gusto pieno ma mai pesante. Anche il packaging fa la
sua parte: una latta pensata per essere regalata e ricordata.
Irpinia creativa – Castagne Perrotta
Il repertorio è ampio e giocoso, ma con disciplina tecnica: lievitazioni controllate, impasti idratati e
profumi netti. Le versioni più interessanti si muovono tra Mela e Cannella, Pesca e Mango e
ancora una volta la Pellecchiella in chiave fruttata e leggermente acidula. Il plus è anche visivo:
confezioni illustrate, artigianali, pensate per chi sceglie il panettone come regalo “wow”.
Sicilia contemporanea – Bonfissuto tra memoria e optical art
Bonfissuto firma un 2025 di grande carattere: da un lato un panettone che omaggia la memoria e
gli affetti con ripieni che sanno di casa, dall’altro una edizione speciale dal taglio contemporaneo,
nata dall’incontro con l’arte e con un’estetica che diventa racconto. Qui la farcitura non è un
accessorio: è struttura, è identità, è progetto.
Lazio d’autore – Patrizi e il panettone “Sacher”
Arcangelo Patrizi lavora sulla precisione. La versione gusto Sacher porta cioccolato e albicocca in
un equilibrio maturo: opulenza sì, ma guidata da una scia amara elegante e da una nota fruttata
che alleggerisce. Anche le varianti più “wild”, tra amarene, marzapane e fragoline, raccontano un
laboratorio che non smette di rifinire.
Renato Bosco, Villa d’Este, Tommaso Foglia, Massimiliano Prete, Marchesi 1824, Giraudi, Iginio
Massari
Nella selezione 2025 di Italian Traditions trovano spazio anche firme che interpretano il panettone
come alta pasticceria: chi lavora sul candito fatto in casa, chi sulla purezza degli agrumi, chi su
contrasti moderni (amarene e fondente, caramello salato, yuzu e nocciole), chi su edizioni
numerate da collezione e packaging iconici. Il comune denominatore resta uno: la fetta deve
emozionare, non solo stupire.
Perché il panettone 2025, quando è davvero grande, non è un dolce.
È un gesto. È un regalo. È una tradizione che ha imparato a parlare il linguaggio del presente.
