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L’Italia conquista il business del turismo

800 milioni da fiere e congressi e quasi 3 milioni di pernottamenti

Nel 2024, l’Italia si è confermata una delle destinazioni europee più attrattive nel turismo d’affari, con numeri che parlano chiaro: oltre 850 mila viaggiatori stranieri sono giunti nel nostro Paese per partecipare a fiere e congressi, generando una spesa complessiva di 800 milioni di euro e contribuendo a oltre 2,75 milioni di pernottamenti. Un risultato che va ben oltre la semplice presenza numerica e che si traduce in un impatto economico concreto e diffuso, capace di generare valore ben oltre i giorni dell’evento.

A rivelarlo è ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, presente in questi giorni a Francoforte per l’IMEX 2025, il più importante appuntamento europeo dedicato al settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions). Un’occasione strategica per fare il punto sullo stato di salute di un comparto in forte espansione e che, anche per l’Italia, rappresenta un asset sempre più rilevante nella composizione del PIL turistico.

Secondo i dati diffusi, nel dettaglio: 340 mila stranieri hanno partecipato a congressi, con una crescita del +22,7% sul 2023; 500 mila viaggiatori sono arrivati per fiere, in aumento del +18,3%;

I pernottamenti legati ai congressi hanno superato 1,15 milioni, registrando un +14,5%;

Quelli collegati alle fiere hanno raggiunto 1,59 milioni, con un balzo del +18,4%;

La spesa turistica per i congressi ha toccato i 270 milioni di euro (+20%);

Quella legata alle fiere è arrivata a 530 milioni, crescendo del +27,7%.

I mercati principali di provenienza restano Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, Paesi che confermano un interesse crescente per l’Italia non solo come meta culturale e di leisure, ma anche come piattaforma di riferimento per eventi internazionali, grazie a un’offerta integrata di strutture, ospitalità e bellezza.

«Il turismo MICE è un segmento strategico per l’Italia – ha commentato Ivana Jelinic, amministratore delegato di ENIT –. Non solo porta numeri, ma genera un indotto di qualità, con un elevato potere di spesa e un forte impatto sui territori, anche grazie all’effetto del “turismo di ritorno”. I dati 2024 lo confermano: il sistema Paese sa rispondere con efficacia e visione a tutte le tipologie di domanda».

Copertina : Unsplash

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