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Magneti Marelli, colosso dell’Automotive

Ci sono brand il cui successo fissa nella mente di intere generazioni il suono del proprio nome, fino a diventare una leggenda. E’ il caso di Magneti Marelli, la celebre azienda elettromeccanica milanese, che ha reso note in tutto il mondo le sue produzioni. Una realtà che col proprio lavoro ha affermato il Made in Italy in un settore le cui catene di montaggio hanno fatto la fortuna degli stati della cosiddetta “prima generazione” della Rivoluzione industriale.

Italian Tradition ha ripercorso la storia di Magneti Marelli, icona tutta italiana che ha superato il secolo di vita, facendo grande il paese anche nella metalmeccanica. Non solo cibo e moda, l’Italia attraverso l’affermazione internazionale di determinati marchi ha fatto da apripista anche nei settori meno tradizionali della produzione nazionale. Magneti Marelli nasce nel 1919 a Corbetta, nel milanese. E’ il frutto di un’idea visionaria di Ercole Marelli, in collaborazione con la FIAT del senatore Giovanni Agnelli. Il nome originario dapprincipio era Società Anonima Fabbrica Italiana Magneti Marelli, sintetizzata in FIMM, con stabilimenti a Sesto San Giovanni. La produzione è da subito incentrata sui magneti per l’accensione dei motori a scoppio nell’ambito aeronautico e automobilistico, il cui perno poggia sul modello taylorista di Ford, importato dagli Stati Uniti.

Ben presto la produzione si allarga comprendendo il Magluce per l’avviamento e l’illuminazione delle motociclette, ma anche equipaggiamenti elettrici come candele,  batterie e tergicristalli. Magneti Marelli dà lavoro a centinaia di operai, estendendo negli anni ’30 i propri manufatti anche al settore radiofonico. L’enorme successo consente all’azienda di aprire uffici di rappresentanza nelle principali capitali europee, Parigi e Londra in testa. Di pari passo vengono costruiti ulteriori stabilimenti per rispondere alle esigenze politiche di garantire un’ autosufficienza nazionale. Dopo la collaborazione con Bosh, il personale è composto da migliaia di operai. Il salto avviene prima del secondo conflitto mondiale con l’incursione nel settore televisivo.

L’espansione è ormai inarrestabile, consegnando all’utenza televisori a scansione elettronica e telecamere. Il successo internazionale dell’azienda attira grandi nomi come quello di Enrico Fermi. Il fisico, il cui nome è legato al nucleare, collaborerà con il brand meneghino nel settore ricerche. Dopo la tempesta della guerra, il marchio sopravvive, nonostante la distruzione di gran parte degli stabilimenti. La rinascita segnata FIAT consente di raggiungere vette di popolarità mai viste con l’approdo in Formula 1 nel 1960. L’operazione assicura alla casa di Corbetta di consolidarsi come fornitore di sistemi elettrici e sponsor tecnico di scuderie automobilistiche del calibro di Ferrari, Renault e Red Bull Rancing.

La crescita esponenziale della società è premessa, nel 1978, all’apertura di uno stabilimento anche in Brasile e, negli anni ’80, proietta la società in posizione egemone nelle attività di Aftermarket. La multinazionale italiana nello stesso periodo acquisisce altre aziende, trasformandosi in un gruppo finanziario con notevoli ramificazioni. Un’ascesa che trova una battuta d’arresto negli anni ’90, quando la crisi mette in ginocchio il gruppo, con la conseguenza che viene cancellato dal listino di Borsa nel 1995.

Oggi Magneti Marelli è parte del conglomerato finanziario nipponico CK Holdings, che la acquista dalla multinazionale italo-statunitense FCA. In Formula 1 campeggia ancora il suo nome con la iconica grafica, essendo saldamente riconosciuto come rifornitore ufficiale di tutti i team nel contesto della tecnologia di telemetria e connettività. Una storia italiana che ha conquistato il mondo, attraverso il know how delle produzioni Made in Italy, e la capacità di rappresentare un’avanguardia nel settore altamente specializzato della elettromeccanica. 

Foto : Wikipedia

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