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Cavolfiore, l’ortaggio dai diversi colori

Il nome cavolfiore deriva dal latino, dai termini caulis, vale a dire cavolo, e floris, che indica fiore. Si tratta di una particolare varietà della Brassica oleracea ed è una verdura tipicamente invernale caratterizzata dalla presenza di un’infiorescenza, chiamata testa o palla che può assumere diversi colori e che rappresenta la parte commestibile dell’ortaggio dal sapore dolce, aromatico e delicato. In Italia il cavolfiore viene coltivato soprattutto in Campania, nelle Marche, in Puglia, nel Lazio, in Toscana, in Lombardia, in Piemonte e in Veneto.

Il cavolfiore è un ortaggio ottimo da utilizzare in cucina; perfetto bollito, cotto al vapore, gratinato con spezie ma può essere consumato anche a crudo. Può sia essere servito come contorno, ma anche come ingrediente principale di primi piatti, come ad esempio all’interno delle zuppe. In ogni caso, è importante non eccedere nella cottura, per non danneggiare i suoi nutrienti.

Cosa succede al tuo corpo quando mangi il cavolfiore? - greenMe
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Come arriva in Italia?

Il cavolfiore è un ortaggio originario del Medio Oriente che fu portato anticamente anche in Italia. Sono molte le testimonianze che confermano che i Romani lo mangiavano regolarmente prima dei banchetti per poter assorbire meglio l’alcol e lo apprezzavano in diverse preparazioni!

Che cavolo vuoi?

Il cavolfiore può essere distinto in diverse varietà che vengono distinte in base al periodo della maturazione, al colore e alla grandezza dell’infiorescenza. A seconda del periodo di maturazione possiamo distinguere fra varietà precocissime che vengono raccolte ad ottobre; le varietà precoci che vengono invece raccolte a novembre-dicembre; le varietà invernali che vengono raccolte a gennaio-febbraio e le varietà tardive che vengono raccolte da marzo a maggio. Le varietà italiane sono numerose, ma adesso andremo a scoprire le più diffuse nella penisola!

Cavolfiore gigante di Napoli

Il cavolfiore gigante di Napoli, come suggerisce il suo nome, è un ortaggio caratterizzato da un’infiorescenza di notevoli dimensioni, di colore bianco candido, che tende ad ingiallirsi se non viene raccolto al momento giusto e matura più del dovuto. La tipologia principale matura in autunno, ma ci sono varie specie che si raccolgono più tardi e prendono il nome dal mese di raccolta: gennarese, febbrarese, marzatico o aprilatico. Per lo più si prepara bollito e costituisce uno degli ingredienti principali dell’insalata di rinforzo, uno dei piatti natalizi più antichi della tradizione gastronomica partenopea.

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Cavolfiore violetto di Sicilia

Il cavolfiore violetto è una verdura tipica della Piana di Catania. Esso si coltiva in abbondanza tra Adrano e Biancavilla, ai confini delle province di Enna e Catania. Il mix di antociani o antocianine non solo dona il colore rosso-violaceo all’infiorescenza ma permette anche di rafforzare il ruolo protettivo del cavolfiore contro i tumori. Si tratta di una varietà nostrana che si contraddistingue dagli altri cavolfiori per il suo sapore inconfondibile e unico, grazie ai terreni vulcanici dove viene coltivato.

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Cavolfiore romanesco

Il cavolfiore romanesco è un ortaggio tipico italiano, più precisamente della regione Lazio, che viene tuttavia coltivato anche in altre zone della penisola. Questo cavolfiore è molto particolare perché presenta la tipica forma del fiore con colore giallo-verde brillante e piccoli coni appuntiti.

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Cavolfiore verde

Il cavolfiore verde ha la testa medio grossa, è di colore verdastro, dal sapore ottimo. Viene coltivato in particolare nelle regioni centrali e meridionali della penisola italiana.

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Valori e proprietà nutrizionali

Il consumo di cavolfiore apporta fibre alleate della salute dell’intestino, aumentare il senso di sazietà, ridurre l’infiammazione e controllare l’assorbimento di colesterolo e zuccheri. Le molecole responsabili dei caratteri organolettici sono costituite da composti sulfurei detti isotiocianati, gli stessi che la ricerca ha individuato come fondamentali nella prevenzione del cancro. Fra questi spicca il sulforafano, composto bioattivo in grado di inibire le cellule tumorali.

Fra le vitamine, la C è un antiossidante alleato delle difese immunitarie importante per la sintesi del collagene, quelle del gruppo B favoriscono un buon metabolismo e la K è coinvolta nei processi di coagulazione.

Mentre, fra i minerali, il potassio aiuta a proteggere la salute cardiovascolare e il calcio e il fosforo quella di ossa e denti ed infine il manganese partecipa alle difese antiossidanti dell’organismo.

I cavolfiori sono anche indicati in caso di diabete in quanto contribuiscono al controllo della glicemia; aiutano a regolare il battito cardiaco e a tenere sotto controllo la pressione arteriosa; stimolano il funzionamento della tiroide e sono utili nell’alimentazione di chi soffre di colite ulcerosa.

Un vero toccasana a cui nessuno dovrebbe rinunciare!

Attenzione alle interazioni coi farmaci!

Il cavolfiore è ricco di vitamina K, il che può essere un problema per chi assume determinati farmaci, in particolare fluidificanti del sangue. La vitamina K e gli anticoagulanti si antagonizzano, di conseguenza chi assume questo tipo di medicinali dovrebbe limitare la quantità di cavolfiore.

Broccoli: proprietà, benefici e valori nutrizionali - Metodibenessere.it
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Immagine di Copertina: salepepe

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